
Come è noto il radon è un gas radioattivo, emettitore di particelle alfa e
come tale classificato cancerogeno di classe 1 dall'Organizzazione Mondiale della Sanità,
al secondo posto in Italia e in molti paesi fra le cause del tumore al polmone
(dopo il fumo).
Il radon è presente nell'ambiente in maggiore o minore misura, proveniente dal sottosuolo
e da numerosi materiali edilizi. La bonifica degli ambienti sta diventando un argomento
a cui si presta sempre più attenzione.
La normativa italiana è al momento basata sul Decreto Legislativo 26.05.2000 n. 241 (pubblicato sulla G.U. n. 203 del 31.08.2000 N.140/L). È stata così recepita la direttiva 96/29/Euratom del 13.05.96 in materia di protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i rischi derivanti dalle radiazioni ionizzanti, che riguardo alle sorgenti naturali di radiazioni (p.es. radon) chiede agli stati membri di individuare le attività lavorative a rischio, di eseguire adeguati controlli e di imporre dei limiti per gli ambienti di lavoro. Il D.L. 241 va ad integrare il D.L. 17.03.1995 n. 230 (in materia di radiazioni ionizzanti) nel quale inserisce il Capo III bis introducendo gli articoli da 10 bis a 10 octies per disciplinare, ai fini della sicurezza dei lavoratori e, ove occorra, della popolazione, le attività lavorative nelle quali sono presenti sorgenti naturali di radiazioni (in particolare prodotti di decadimento del radon, del toron o radiazioni gamma).
Nonostante l'accertata pericolosita del radon, è singolare che in Italia e in Europa
un certo numero di persone ancora sostenga che l'inalazione di radon abbia
virtù terapeutiche per le vie respiratorie.
In genere questo avviene nei paesi dell'est europeo, dove numerose sono le sorgenti termali
che contengono acque radioattive, nelle quali è appunto disciolto il radon.
Ma non mancano esempi in Italia, dove si possono citare le Terme di Lurisia (Piemonte) e le Terme di Merano (Alto Adige).
Da notare che molte di queste acque, se fossero classificate potabili, sarebbero fuori
legge per il superamento della dose di 100 Bequerel/litro.
Tuttavia l'Unione Europea ha, per le acque minerali naturali, una normativa molto meno severa,
per cui si giunge al paradosso di avere meno protezione per le acque imbottigliate che per gli acquedotti.
Anche in Italia si sta cominciando a propagandare la "radon terapia" basata su inalazioni di radon. Curioso che nel paese dove tutti temono le radiazioni gratuite (elettromagnatiche e non) si possa pubblicizzare tranquillamente la radioattività a pagamento.
La radon terapia viene addirittura raccomandata per problemi respiratori, come se l'inalazione di un gas cancerogeno potesse fare bene alle vie respiratorie. Da notare che non esiste nessuno studio scientifico recente che supporti tale bizzarra pretesa. Si tratta invece di una pratica che potrebbe mettere a rischio la salute degli incauti che ad essa si sottopogono.
l'articolo originale
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2000-2006 G. Carboni
La normativa italiana è al momento basata sul Decreto Legislativo 26.05.2000 n. 241 (pubblicato sulla G.U. n. 203 del 31.08.2000 N.140/L). È stata così recepita la direttiva 96/29/Euratom del 13.05.96 in materia di protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i rischi derivanti dalle radiazioni ionizzanti, che riguardo alle sorgenti naturali di radiazioni (p.es. radon) chiede agli stati membri di individuare le attività lavorative a rischio, di eseguire adeguati controlli e di imporre dei limiti per gli ambienti di lavoro. Il D.L. 241 va ad integrare il D.L. 17.03.1995 n. 230 (in materia di radiazioni ionizzanti) nel quale inserisce il Capo III bis introducendo gli articoli da 10 bis a 10 octies per disciplinare, ai fini della sicurezza dei lavoratori e, ove occorra, della popolazione, le attività lavorative nelle quali sono presenti sorgenti naturali di radiazioni (in particolare prodotti di decadimento del radon, del toron o radiazioni gamma).
| Le particelle alfa emesse nella disintegrazione degli atomi di radon ionizzano i tessuti e danneggiano il DNA delle cellule: per questo motivo il radon è una sostanza cancerogena. Inoltre i prodotti di decadimento del radon sono anch'essi radioattivi. | ![]() |
Anche in Italia si sta cominciando a propagandare la "radon terapia" basata su inalazioni di radon. Curioso che nel paese dove tutti temono le radiazioni gratuite (elettromagnatiche e non) si possa pubblicizzare tranquillamente la radioattività a pagamento.
La radon terapia viene addirittura raccomandata per problemi respiratori, come se l'inalazione di un gas cancerogeno potesse fare bene alle vie respiratorie. Da notare che non esiste nessuno studio scientifico recente che supporti tale bizzarra pretesa. Si tratta invece di una pratica che potrebbe mettere a rischio la salute degli incauti che ad essa si sottopogono.
Il massimo del paradosso si è raggiunto con la convenzione firmata fra le predette terme e
il Servizio Sanitario Nazionale
che adesso prende in carico la "terapia":
la sanità pubblica fa quindi prevenzione sul radon da una parte,
dall'altra paga e promuove l'esposizione dei cittadini a una sostanza cancerogena.
Ma cos'è il Radon secondo Waycasa?
Secondo il sito salutista Waycasa
- La semplicità del vivere quotidiano il Radon non sarebbe l'elemento 86 radioattivo ma bensì
un innocuo
gas composto da Ozono, acido carbonico, estratti di erbe curative
Non c'è quindi da stupirsi più di tanto che si possano tranquillamente propagandare "terapie" al Radon. Sarebbe interessante sapere se il SSN e la ASL Bolzano sposino questa interessante interpretazione. Del resto negli anni '30 in Germania si commercializzava una pasta dentifricia radioattiva al Torio. A quando la sua reintroduzione sul mercato?
gas composto da Ozono, acido carbonico, estratti di erbe curative
Non c'è quindi da stupirsi più di tanto che si possano tranquillamente propagandare "terapie" al Radon. Sarebbe interessante sapere se il SSN e la ASL Bolzano sposino questa interessante interpretazione. Del resto negli anni '30 in Germania si commercializzava una pasta dentifricia radioattiva al Torio. A quando la sua reintroduzione sul mercato?
60 anni fa
Da Le Vie d'Italia di aprile 1942
l'articolo originale
L'idea che le particelle radioattive avessero un effetto benefico di stimolo era molto diffusa
nella prima metà del secolo scorso, anche se già allora alcuni studiosi (fra cui Fermi)
nutrivano dei dubbi
in proposito. E' quindi
singolare che qualcuno in Italia sia rimasto ancorato a tali credenze dopo oltre mezzo secolo.
Il dentifricio "Doramad" commercializzato in Germania negli anni '30 e '40 conteneva una miscela di Torio
radioattivo.
La pubblicità tedesca del dentifricio radioattivo Doramad
| Aggiornata | |||
