| A chi giovano le "Centraline"? | |||
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| Come spiegato altrove in queste pagine, la normativa italiana in tema di CEM è fra le più restrittive del mondo. In Europa sono generalmente adottate le linee guida dell'ICNIRP (Comitato Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non Ionizzanti). L'Italia per i campi a Radio Frequenza (RF; per intenderci radio, TV e telefonia cellulare) ha un limite che è circa 7 volte inferiore in termini di campo elettrico (6 V/m invece di 41). Questo limite è stato fissato con il decreto attuativo (DPCM 8-7-2003) della legge quadro n. 36 del 22-2-2001. Ma siccome quel che fisicamente conta è l'intensità e non il campo e l'intensità va col quadrato del campo il limite italiano è in realtà 50 volte inferiore a quello in uso negli altri paesi europei. |

Campo elettrico medio e massimo misurato nei 20 Municipi romani.
| In
realtà il Governo di Centro-Sinistra non riuscì a fissare
alcun limite dato che, dopo aver varato la legge n.36
2001, il Ministro della Sanità Veronesi rifiutò di
promulgare i decreti attuativi sostenendo che erano privi di base
scientifica. In assenza
dei decreti attuativi restavano quindi in vigore i limti
ICNIRP che
vennero abbassati 50 volte proprio dal Governo Berlusconi con il DPCM
2003. |
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Un paradosso: a Roma le centraline per la misura dell'inquinamento atmosferico sono
soltanto 11. Queste nel 2005 hanno misurato ben 135 sforamenti dei
limiti permessi. Eppure si preferisce investire nelle centraline per i
CEM.
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