COLLOQUIO
INTERDISCIPLINARE sulla BIOLOGIA
(Facoltá
di Scienze MFN dell'Universitá di Roma
Tor Vergata)
-------------Conferenze
nell'anno 2003----------------
Conferenza 1-03, 7 maggio 2003:
MODELLI MATEMATICI
PER LA CRESCITA TUMORALE
prof. Livio TRIOLO, Dip.
Matematica, Tor Vergata
Abstract.
Viene fatta una rassegna di
alcuni modelli matematici per la descrizione della crescita dei tumori solidi
in fase prevascolare. Saranno descritti l'approccio macro-mesoscopico (tessuto
tumorale come materiale continuo), quello microscopico (evoluzione di
"cellule" che si muovono, si moltiplicano e competono), e infine
qualche recente lavoro che mette in relazione le diverse scale.
Conferenza 2-03, 21 maggio 2003:
PARADIGMI, MODELLI E SIMULAZIONI NELLA FISICA DEI
BIOSISTEMI
prof. Giancarlo ROSSI,
Dip. Fisica, Tor Vergata
Abstract.
Dopo una breve analisi della
nozione di modello che emerge nella descrizione dei sistemi complessi, si
discutono alcuni recenti tentativi di affrontare il problema della
modellizzazione di proprietà generali caratterizzanti classi di macromolecole
biologiche (tipicamente proteine e DNA).
Conferenza 3-03, 4 giugno 2003:
IL RUOLO BIOLOGICO DEI METALLI TRA FUNZIONALITÀ E PATOLOGIA,
Prof. Silvia MORANTE, Dip.
Fisica, Tor Vergata
Abstract.
La spettroscopia X con luce di
sincrotrone (XAS) e' in grado di fornire informazioni dirette sulla struttura
dell'intorno geometrico ed elettronico di un selezionato assorbitore immerso in
un sistema comunque complesso. In particolare essa può fornire informazioni
sull'intorno di un assorbitore metallico, elemento spesso di grande importanza in contesto biologico.
Un ben noto esempio é quello dei metallo-enzimi, nei quali il metallo svolge
una funzione essenziale per l'attività della proteina stabilizzandone la
struttura funzionalmente attiva e/o giocando il ruolo di centro catalitico. I
metalli hanno mostrato di avere un ruolo determinante anche nella formazione,
la stabilità e la funzionalità di
aggregati di macromolecole e nel guidare l'interazione tra macromolecole. La
XAS è una delle tecniche più efficienti per ottenere informazioni strutturali
locali in aggregati macromolecolari di interesse biologico nel loro ambiente
naturale. Verranno mostrati esempi di applicazione della tecnica XAS allo
studio:
1. del sito attivo della
Neurotossina tetanica
2. della natura
dell'interazione tra ioni Zn, multi strati Langmuir-Blodgett (LBML) di
fosfolipidi come modello della guaina mielinica) e Proteina Basica della
Mielina (MBP)
3. delle proteine prioniche e
dell'amiloide (Ab) delle placche dell'Alzheimer.
Conferenza 4-03, 18 giugno
2003:
SPAZI CONFORMAZIONALI E BIOATTIVITA': UN APPROCCIO BASATO SU SISTEMI
MODELLO PEPTIDICI A CONFORMAZIONE CONTROLLATA
Prof. Mariano VENANZI, Dip. Sc. e Tecnologie Chimiche, Tor Vergata
Abstract.
L'esplorazione degli spazi
conformazionali accessibili ai sistemi biologici e la convergenza delle possibili soluzioni verso la conformazione attiva
e' reso nuovamente attuale dalle recenti conquiste della genomica. L'utilizzo
di sistemi modello peptidici e pseudopeptidici a conformazione controllata
rappresenta un nuovo approccio per lo studio delle relazioni struttura/attività e dei processi di
riconoscimento molecolare.
Conferenza 5-03, 29 ottobre 2003:
CARATTERIZZAZIONE MECCANICO-STATISTICA E DINAMICA DEL
CONTRIFANO
Dr. Maira D'ALESSANDRO, Dip. Sc. e Tecnologie
Chimiche, Tor Vergata
Abstract.
In questo lavoro (in collaborazione con M.Paci e A.Amidei)
viene presentato lo studio di un peptide ciclico di nove residui, il contrifano
Vn, prodotto dal Conus Ventricosus, una lumaca marina originaria del mar
Mediterraneo. Lo studio ha permesso di caratterizzare il peptide, simulato in
acqua per circa 200 ns tramite dinamica
molecolare classica, dal punto di vista meccanico statistico. L'applicazione
della dinamica essenziale ha permesso di estrarre dalla fluttuazione totale
della molecola, il contributo dei gradi di libertà dominanti e responsabili
delle principali transizioni conformazionali. È stata inoltre ricavata la
superficie di energia libera del sistema e sono state analizzate le
configurazioni di equilibrio in termini di conformazioni dei residui coinvolti.
Conferenza 6-03, 12
novembre 2003:
EMISSIONI OTOACUSTICHE E MECCANICA COCLEARE:
UTILITÀ BIOMEDICA DI UN APPROCCIO FISICO-MATEMATICO
Dr. Arturo MOLETI, Dip. Fisica, Tor Vergata
Abstract.
Le emissioni otoacustiche
(OAE), spontanee o evocate da stimoli acustici, sono rivelabili nel canale
uditivo per mezzo di comuni microfoni. Previste teoricamente da Gold nel 1948
in base alla sensibilita' e risoluzione in frequenza dell'udito, come
manifestazione della presenza di un filtro attivo non lineare associato all'amplificazione ccocleare, sono state
scoperte sperimentalmente da Kemp nel 1978. L'applicazione clinica delle OAE
per la diagnosi di ipoacusie neonatali e' ormai diffusa nel mondo. Le tecniche OAE, applicate a soggetti adulti,
hanno inoltre mostrato una elevata sensibilita' al danno cocleare di lieve
entita'. Questa caratteristica ha
suggerito di utilizzare le OAE per una diagnostica precoce del danno uditivo in
soggetti esposti a rumore. L'orecchio interno può essere schematizzato efficacemente
come una linea di trasmissione meccanica, risonante localmente in modo
tonotopico, e le caratteristiche del feedback elettro-meccanico mediato dalle
cellule ciliate esterne possono essere descritte da termini non lineari,
associati all'impedenza trasversale della linea. L'utilizzo di tecniche
avanzate di acquisizione ed analisi
dati ha permesso di analizzare la risposta cocleare in grande dettaglio con
esperimenti ben riproducibili e caratterizzati da un ottimo rapporto
segnale/rumore. La misura accurata di
parametri delle OAE, in connessione con l'uso di appropriati modelli
fisico-matematici ha permesso di ottenere preziose informazioni sulla
sensibilita' e la discriminazione in frequenza dell'apparato uditivo.
Conferenza 7-03, 26 novembre 2003:
APPROCCIO GEOMETRICO AL PROTEIN-FOLDING
dr. Fabio CECCONI,
INFM, Centro SMC e "La Sapienza"
Abstract.
La comprensione del processo di
ripiegamento delle proteine nella loro struttura nativa rappresenta uno dei
problemi fondamentali della biologia molecolare. Le accurate simulazioni
"full-atoms" basate su interazione realistiche non riescono ancora a
seguire l'intero processo di "folding" per cui si rendono necessarie
drastiche semplificazioni nella descrizione delle catene proteiche e delle
interazioni tra aminoacidi. In tale ambito l'approccio meccanico-statistico
trova interessanti applicazioni. La possibilita' di un tale approccio viene
anche supportato da numerosi lavori sperimentali e teorici che mostrano come
l'informazione geometrica, presente nella struttura nativa delle proteine,
caratterizzi fortemente la natura del loro processo di "folding".
Verranno presentati modelli teorici che, utilizzando questa informazione
geometrica, sono in grado fornire una descrizione del "folding'' di alcune
proteine reali in buon accordo con i principali risultati sperimentali.
Conferenza 8-03, 10
dicembre 2003:
CONFRONTI TRA SUPERFICIE
PROTEICHE PER L'INFERENZA FUNZIONALE
prof. Manuela
HELMER-CITTERICH, CBM, Dip. Biologia, Tor Vergata
Abstract.
Si possono usare diversi metodi
per inferire la funzione di una proteina: il confronto di sequenze e di
strutture o la ricerca di motivi funzionali associati a funzione. Proteine che
abbiano una sequenza simile in genere hanno anche la stessa funzione, o una
funzione correlata. Di conseguenza, per identificare la funzione o le
funzioni di una proteina non ancora caratterizzata,
è possibile effettuare ricerche di proteine simili in banche dati di sequenze
ben annotate. Anche il confronto tra strutture proteiche può talvolta mettere
in evidenza relazioni evolutive (e di conseguenza funzionali) anche quando il
confronto tra le relative sequenze non dà segnali significativi. Esistono però
casi "difficili" in cui proteine a sequenza simile mostrano
differenze proprio nel sito attivo (evoluzione divergente), o proteine con
sequenze e strutture molto diverse hanno la stessa funzione (evoluzione convergente).La funzione è in
genere codificata da un numero relativamente basso di residui contigui in 3D ed esposti al solvente ed
anche nei casi "difficili" è possibile sfruttare questa caratteristica per effettuare un'efficiente
annotazione funzionale. Abbiamo quindi sviluppato un metodo di confronto locale
tra superficie proteiche (indipendente
dalla conservazione dell'ordine dei residui nella sequenza o nella struttura) e identificato regole per
l'inferenza della funzione di patches a
funzione non nota. La banca dati SURFACE (SUrface Residues and
Functions Annotated, Compared and
Evaluated) è accessibile all'indirizzo: http://cbm.bio.uniroma2.it/surface/.
Verranno discusse le applicazioni del metodo a problemi di genomica strutturale.
Conferenza 9-03, 17 dicembre 2003:
UN MODELLO PER DUE EPIDEMIE IN COMPETIZIONE
prof. Gianpaolo SCALIA TOMBA,
Dip. Matematica, Tor Vergata
Abstract.
Il classico modello SIR
rappresenta la dinamica della diffusione di una malattia infettiva immunizzante
in una popolazione finita e statica. Il modello è stato studiato in forma sia
deterministica che stocastica e le soluzioni coincidono in caso di grande
diffusione ("epidemia") mentre differiscono circa la possibilità di
estinzione veloce dell'infezione. Recentemente, in collaborazione con A.
Svensson, (Università di Stoccolma)
abbiamo studiato la dinamica stocastica di due epidemie in competizione, dove l'avvenuta infezione con
un tipo immunizza anche contro l'altro tipo. In questo caso, si trova che la
soluzione deterministica ha senso solo se interpretata in modo stocastico.
-------------Conferenze nell'anno
2004----------------
Conferenza 1-04, 21
gennaio 2004:
DINAMICA SIMBOLICA E ANALISI LINGUISTICA DI SERIE TEMPORALI
CARDIACHE
prof. Camillo CAMMAROTA, Dip.
Matematica "La
Sapienza"
Abstract:
La sequenza degli intervalli
temporali tra due battiti cardiaci
consecutivi estratta dal tracciato Holter delle 24 ore viene codificata in una stringa di simboli. L'analisi della
frequenza delle "parole" consente di
definire indici utili nella indagine clinica. In particolare l'indice di
accelerazione, che risulta discriminare significativamente gruppi di soggetti
differenti per eta', potrebbe quantificare l'efficienza del controllo neuroautonomico sulla frequenza
cardiaca.
Conferenza 2-04, 4 febbraio
2004:
EMISSIONE DI POTENZIALI D'AZIONE DEI NEURONI DELL'OSSITOCINA
prof. Brunello TIROZZI,
Dip. Fisica, "La Sapienza"
Abstract:
I neuroni della neuroipofisi
che emettono l'ossitocina possono avere due diversi stati di emissione dei
potenziali d'azione, di cui uno e' pulsatile con una bassa frequenza di spikes
( 10-20 al sec). Durante l'allattamento od il parto invece si innesca uno stato
quasi periodico di emissione di potenziali d'azione ad alta frequenza (80-90
spikes al secondo) in cui viene emessa l'ossitocina che provoca il parto o
l'uscita del latte. In questo caso i neuroni che emettono l'ossitocina si
trovano in uno stato di attivita' quasi sincronizzata. Presentero' un modello di neuroni ( Integrate & Fire)
accoppiati tramite le connessioni di questo particolare sistema (l'interazione
dendro-dendritica) che riproduce abbastanza bene questo comportamento.
Discutero' in un caso piu' generale il problema della stabilita' degli stati
asincroni dei neuroni.
Conferenza 3-04, 18 febbraio
2004:
L'USO DEGLI ALGORITMI GENETICI
NEL PROBLEMA DEL "PROTEIN FOLDING":
PROBLEMI E PROSPETTIVE
prof. Stefano MOROSETTI, Dip.
Chimica, "La Sapienza"
Abstract.
La sequenza primaria di una
proteina determina la struttura terziaria che essa adotta in condizioni
fisiologiche. La possibilita' di una previsione teorica, senza l'uso di dati
sperimentali, di tale struttura terziaria, nasce come sfida intellettuale, ma
ha anche una notevole utilita' pratica, dovuta al fatto che con il
sequenziamento del DNA si ottengono anche le sequenze primarie di proteine che
non sono state isolate, e per un suo eventuale uso in ingegneria molecolare.
Uno dei metodi utilizzati per affrontare il problema, consiste nell'uso di
Algoritmi Genetici. Verranno illustrati: il funzionamento di tali algoritmi, le
ragioni a favore di una loro scelta, i problemi che si incontrano nel loro uso
in questo problema specifico, e i problemi connessi con la funzione di
valutazione delle strutture trovate quando si usano potenziali empirici.
Conferenza 4-04, 17 Marzo 2004:
L'EVOLUZIONE NEGLI AMBIENTI
INSTABILI: LA STRATEGIA DEL 'BET-HEDGING':
MODELLI MATEMATICI E VERIFICHE SPERIMENTALI
prof. Carlotta MAFFEI, Dip.
Matematica, "La Sapienza"
Abstract.
Gli organismi che vivono in ambienti naturali altamente variabili
(ad esempio alcuni semi di piante del deserto o i crostacei delle pozze e
stagni temporanei) hanno elaborato sofisticate strategie di sopravvivenza che
permettono alla specie di fronteggiare il rischio di estinzione totale dovuto
alla imprevedibilita' dell'ambiente. Una di queste strategie prevede che gli
organismi attraversino fasi di "dormienza" nei periodi in cui
l'ambiente e' ostile. Una modellizzazione matematica del fenomeno, oltre ad
evidenziare aspetti importanti dal punto di vista ecologico, permette di
pianificare la conservazione delle specie. Viene pertanto presentato un modello
di evoluzione e si discute la validita' delle conclusioni tratte dal modello su
un insieme di dati sperimentali.
Conferenza 5-04, 28
Aprile 2004:
SUL RISCHIO DI ESTINZIONE PER
UNA POPOLAZIONE CON EVOLUZIONE STOCASTICA
prof. Mario ABUNDO, Dip.
Matematica Tor Vergata
Abstract.
Si considera una popolazione la cui evoluzione temporale risulta
dalla sovrapposizione di una componente deterministica e una aleatoria, e si
studia l'influenza della componente aleatoria sulla velocita' di estinzione
della popolazione. In particolare, nel caso in cui la popolazione e' guidata da
un processo di diffusione, un aumento delle fluttuazioni aleatorie provoca una
accelerazione del processo di estinzione. Se il processo di evoluzione
temporale e' discontinuo, cioe' si ammette che possano verificarsi dei salti,
allora la dinamica e' descritta da un' equazione di diffusione con salti, e il
quadro diventa piu' complicato. Scopo del seminario e' illustrare l'effetto di
un cambiamento nei coefficenti dell'equazione, sul processo di estinzione della
popolazione.
Conferenza 6-04, 29 ottobre 2004:
UN'ESPERIENZA DI COLLABORAZIONE
INTERDISCIPLINARE TRAMITE L'ANALISI
NONLINEARE
prof. Jorge IZE, UNAM
(Citta' del Messico)
Abstract.
La Matematica Nonlineare e' un
campo che riveste un ruolo d'importanza
via via crescente sia dal punto di
vista teorico che applicativo. Cio' si verifica in particolare nello studio di
sistemi complessi, anche di tipo biomedico e ingegneristico, dove e' necessaria
la cooperazione di ricercatori con diverse formazioni ed esperienze. Con questo
scopo e' stato istituito nel 1995 presso l'UNAM (Universidad Nacional Autonoma
de Mexico), il centro FENOMEC (Proyecto Universitario de FEnomenos NOlineales y
MECanica), che raccoglie piu' di 132
professori di 10 Dipartimenti diversi. Il FENOMEC, oltre ad organizzare
convegni, corsi, workshop, sviluppa ricerche
interdisciplinari con strumenti
teorici, sperimentali e di calcolo
numerico, tra i quali: Modelli di valvole cardiache, Vibrazioni forzate
di edifici, Generazione di energia dalle onde marine, Sistemi biologici.
Conferenza 7-04, 22
Dicembre 2004:
L'IMPOSTAZIONE STATISTICA
CLASSICA E l'IMPOSTAZIONE BAYESIANA
IN AMBITO MEDICO E
BIOINFORMATICO
dr. Alessio FARCOMENI, Dip. di
Stat., Prob. e Stat. Appl., "La Sapienza"
Abstract:
Il seminario fa una panoramica dell'approccio statistico
bayesiano, con un taglio introduttivo e con l'aiuto di esempi su dati reali e
fittizi. L'obiettivo e' di acquisire familiarita' con limiti e vantaggi delle impostazioni
statistiche classica e bayesiana, per poterne fare un utilizzo consapevole ed
efficace nelle applicazioni mediche e bioinformatiche. Si introducono i
principali approcci filosofici alla probabilita' e se ne considerano le
conseguenze in termini statistici. L'approccio bayesiano viene confrontato con
l'approccio statistico classico, e vengono riassunti i principali vantaggi e
limitazioni di ciascun metodo. Si evidenziano inoltre quali utilita' puo' avere
l'approccio bayesiano in ambito medico e bioinformatico, e le novita' che puo'
avere sulla ricerca in queste discipline.
-------------Conferenze nell'anno 2005----------------
Conferenza 1-05, 26 gennaio 2005:
AUTOMI CELLULARI STOCASTICI PER
LA MODELLAZIONE DI SISTEMI BIOLOGICI
prof. Massimo BERNASCHI.
IAC-CNR, Roma
Abstract.
Gli automi cellulari sono
sistemi discreti nello spazio e nel tempo che mostrano comportamenti non
triviali a seconda delle condizioni iniziali. Un ben noto esempio di automa
cellulare e' il "Game of Life" di J. Conway. Normalmente l'evoluzione
di un automa cellulare e' governata da regole deterministiche. Un'estensione
degli automi cellulari in cui le regole hanno componenti stocastiche permette
di modellare il comportamento di sistemi come quelli biologici in cui e' molto
difficile definire le esatte condizioni iniziali. Verrano presentati alcuni
esempi di applicazione di automi cellulari stocastici che permettono di
rappresentare fenomeni come la risposta immunitaria ad un agente patogeno, la
formazione di reti di proteine all'interno di una cellula e la propagazione di
un segnale cellulare dalla membrana al
nucleo.
Conferenza 2-05, 9 febbraio 2005:
ALGORITMI DI COMPRESSIONE ED
ESTRAZIONE DI INFORMAZIONE
Dr. Vittorio LORETO, Dip. Fisica, "La Sapienza"
Abstract.
In questo seminario presentero' un metodo molto generale per
l'estrazione di informazione codificata sotto forma di sequenze di caratteri,
ad esempio testi, serie temporali, sequenze geniche ecc. Il metodo sfrutta crucialmente
le tecniche di compressione di dati per definire opportune misure di vicinanza
tra coppie di sequenze di caratteri. Discutero' in particolare il processo di
pseudo-apprendimento alla base degli algoritmi di compressione sequenziali e
mostrero' come esso possa essere sfruttato per l'implementazione di algoritmi
di riconoscimento e classificazione automatici. Infine presentero' alcuni
esempi di applicazione in ambito linguistico: riconoscimento automatico della
lingua, dell'argomento e dell'autore di un testo, classificazione automatica.